giovedì 24 marzo 2011

IL EST TOMBE'

“Toghe Lucane” est tombé, che poi significa “è caduto” e non “è seppellito” come qualcuno (per assonanza) potrebbe immaginare. Il Giudice per le Indagini Preliminari di Catanzaro, d.ssa Maria Rosaria di Girolamo, ha disposto l'archiviazione del procedimento penale n. 3750/03 mod. 21, altrimenti noto come “Toghe Lucane”, il diciannove marzo scorso. Se è consentita una sintesi estrema, l'archiviazione è fondata sull'inidoneità delle risultanze delle indagini a sostenere l'accusa in giudizio. Carenza di elementi idonei, si dice tecnicamente. Duecentomila pagine di documenti, perizie, testimonianze, intercettazioni telefoniche, tabulati bancari, pronunciamenti del CSM, ispezioni ministeriali, non sono sufficienti per svolgere un processo. Come si comprende, senza bisogno di conoscere i rudimenti del diritto, è altra cosa dal dichiarare che tutti sono santi. Conoscendoli (quei rudimenti), invece, desta preoccupazione la serie d'invettive piovute contro i “responsabili” di non meglio precisati abusi, diffamazioni e falsità. Solo il signor Maurizio Gasparri, oltre alle generiche minacce verso imprecisati giornalisti, ha scritto “non finisce qui” in chiusura di un comunicato ufficiale in cui indicava un solo nome e cognome precisi: Carlo Vulpio. Non ci risulta che il signor Vulpio abbia sulla fedina penale reati di qualsivoglia natura. Né che abbia mai svolto con leggerezza o superficialità il lavoro di cronista per la prestigiosa testata giornalistica per cui scrive. Non ci risulta che alcuno abbia inteso difendere questo signore, tace il Corriere della Sera, tace l'Ordine dei Giornalisti cui il Gasparri pur appartiene, tace la Federazione Nazionale della Stampa. Non ci risulta, per la verità, che il signor Vulpio abbia bisogno di difensori. Ma noi, non essendo di alcun “peso”, nemmeno tali possiamo ritenerci. Solo, volevamo testimoniare a Gasparri ed a tutti gli altri, che esiste una libera informazione ed esistono uomini liberi e continueranno ad esistere ed a rialzarsi ogni volta che cadranno. Anche se lo sgambetto arriva da un magistrato o da un ex ministro. Non finisce qui, è proprio vero. (seguito ed approfondimenti sul settimanale "Buongiorno" nelle edicole di Matera, Policoro e Potenza dal 26 marzo 2011)