domenica 19 maggio 2013

Lettera ad Direttore de L'Indipendente Lucano: "Lasciate in pace Filippo Bubbico"!



Caro direttore,
ancora una volta viene riconosciuta la competenza professionale e politica di Filippo Bubbico che è stato nominato Vice-Ministro degli Interni, alta e delicatissima responsabilità.
Ancora una volta, Travaglio & C. hanno riproposto il tema trito e ritrito del “baco da seta” per sparare a zero su un politico lucano.
Immagino che anche il suo giornale non vorrà essere da meno e riproporre i soliti temi e le solite doglianze che mai, ripeto mai, hanno avuto il minimo riscontro giudiziario.
Mi chiedo e Le chiedo se e quando potremo superare queste contrapposizioni personali e dedicare energie, capacità e risorse allo sviluppo ed alla crescita della Basilicata.
Un montese onesto

Risponde Nicola Piccenna, giornalista pubblicista
Caro “montese onesto”,
apprezzo molto lo sforzo che Le sarà costato l'invito a superare quelle che Lei continua (ne aveva già parlato in una precedente lettera pubblicata su questo giornale il 13 aprile scorso) a definire “contrapposizioni personali” e che riteniamo di dover ribadire trattarsi di inquietanti interrogativi che avrebbero meritato risposte. Sulla vicenda del Consorzio Seta Italia e Consorzio Seta Basilicata, quello che inquieta non è tanto il fallimento dell'iniziativa industriale con conseguente spreco di risorse pubbliche ma l'assoluta inerzia e inattività delle Procure della Repubblica di Matera e di Potenza che, informate di gravissime ipotesi di reato, nulla hanno posto in essere per verificarne la fondatezza ovvero l'inconsistenza, trattandosi di atti dovuti e non facoltativi a tutela della credibilità del sistema giudiziario, della magistratura indigena e dello stesso Filippo Bubbico che avrebbe potuto uscirne indenne invece che apparire come protetto da impunità. Non mi riferisco all'uso dei fondi pubblici, pur dove non è chiaro se gli ispettori regionali addetti a redigere gli stati di avanzamento propedeutici alle erogazioni comunitarie abbiano fatto il loro dovere ovvero abbiano indulto a certificazioni inveritiere. Piuttosto andava chiarito il ristorno (con fattura) con cui Filippo Bubbico incassa il 75% delle competenze di progettazione degli impianti di gelsibachicoltura. L'agronomo progettava e fatturava ai soci del Consorzio Seta Basilicata, l'architetto (Bubbico) forniva consulenza sulla gelsibachicoltura all'agronomo. Le pare saggio? Questo giornale ed altri prima di questo hanno pubblicato i documenti di questo insolito scambio di prestazioni e denari, nessuno ha fornito risposte ma, cosa davvero inquietante, nessuno pare averle nemmeno cercate fra coloro che avevano (ed hanno) l'obbligo di farlo! L'ultimo intervento di “Travaglio & C.” di cui ci scrive, ritengo si riferisca a quanto pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” il 4 maggio 2013. Ebbene, lo rilegga con attenzione e troverà che, titolo a parte, non è poi questa critica così aspra, tutt'altro. Verrebbe da chiedersi perché nessuno affronta il tema dell'agronomo e, ancor più, perché nessuno evidenzia le responsabilità dei magistrati che a Milano, Matera e Potenza, pur formalmente interessati, nulla sembrano aver posto in essere o, quantomeno, nulla hanno ritenuto di chiarire all'opinione pubblica sul delicato argomento.
Infine, mi sembra importante associarmi e condividere lo spirito e l'augurio che tutti si possa contribuire “allo sviluppo ed alla crescita della Basilicata”, Bubbico compreso e, per quanto è dato di conoscere, sarebbe la prima volta.
Nicola Piccenna