giovedì 17 aprile 2014

Basilicata isola felice (abitata da gente infelice): L'Antimafia a Matera

“La sensazione concreta che traspare da queste non-azioni e omissioni è che nella città di Matera non esista o sia stata abrogata ogni forma di tutela penale della salute dei lavoratori”

Il 16 Aprile 2014, il Procuratore di Matera, D.ssa Celestina Gravina, non ha inteso presentarsi alla Commissione Parlamentare per la lotta contro le Mafie venuta a Matera espressamente per interrogarla. "Impegni precedentemente assunti", così ha motivato Celestina Gravina, un magistrato che suscita imbarazzanti (ed esplicite considerazioni) da parte della Direzione Nazionale Antimafia, di 16 Senatori della Repubblica in una formale interrogazione al ministro della giustizia, denna diresione Distrettuale Antimafia di Potenza, del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Matera, di numerosi avvocati e di molti cittadini lucani.
Forse è giunto il momento che cessino le coperture che Le consentono ancora di permanere alla Procura della Repubblica di Matera in veste di magistrato, mentre sarebbe più opportuno limitarne l'attività a quella di indagata presso altra Procura per abuso d'ufficio.
Si avvicina l'epilogo, dopo anni e migliaia di pagine di atti giudiziari! Un procuratore che non ha potuto rispondere alla Commissione Bicamerale Antimafia per "impegni precedentemente assunti". Un giornalista che chiede conto di fatti e circostanze precise e la Presidente della Commissione, Sen. Rosy Bindi, non si tira indietro anzi... Forse manca davvero poco.

CONFERENZA STAMPA c/o il Palazzo del Governo
Presidente Commissione Bicamerale per la lotta contro le mafie
Matera, 16 Aprile 2014
Domanda di Nicola Piccenna, redattore del settimanale “L'Indipendente Lucano”

Premesso che la Direzione Nazionale Antimafia rileva la riottosità alla collaborazione della Procura di Matera con la Distrettuale Antimafia di Potenza ed una sostanziale sottovalutazione da parte della Procura di Matera e degli organismi di Polizia Giudiziaria del territorio degli episodi intimidatori (incendi, danneggiamenti, minacce) che da diverso tempo, endemicamente, interessano l'area Jonica (Metaponto, Policoro, Scanzano);
Premesso che dagli episodi che elenchiamo nel documento inviato a tutti i membri della Commissione Bicamerale per la lotta contro le mafie, emerge l'inerzia della Procura di Matera nel perseguire gravissimi reati contro la pubblica amministrazione, tra tutti vedasi il caso dei “brogli elettorali” a Scanzano Jonico (2005);
Premesso che due incredibili (ed illecite) circolari del precedente procuratore di Matera sono tutt'ora vigenti ed applicate dagli operatori di polizia giudiziaria della Provincia di Matera: disposizioni che subordinano l'avvio di ogni azione d'inchiesta su reati contro la Pubblica Amministrazione alla valutazione preventiva ed esclusiva del Procuratore Capo, comprese le attività su delega di Procure esterne. Con questo limitando la tempestività degli accertamenti e ponendo un controllo illegittimo e incostituzionale (il Pubblico Ministero, - di altra procura nel caso -, è soggetto solo alla Legge e non già al Procuratore di Matera). Si pensi solo al caso in cui “l'altra procura” avesse in corso indagini sui magistrati o sul Procuratore di Matera, la struttura di PG che ne ricevesse delega dovrebbe informare il Procuratore ed attendere la sua autorizzazione?
Premesso, in ultimo, che un gruppo nutrito di 16 senatori interroga il Ministro della Giustizia scrivendo: “La sensazione concreta che traspare da queste non-azioni e omissioni è che nella città di Matera non esista o sia stata abrogata ogni forma di tutela penale della salute dei lavoratori”;
Si domanda all'Ill.mo Presidente Sen. Rosy Bindi
Quali iniziative intende assumere la Commissione Bicamerale affinché anche nella Provincia di Matera si ripristini la tutela penale dei lavoratori, dei cittadini in generale e della Pubblica Amministrazione?

Quali iniziative intende assumere per tutelare la libertà di stampa e dell'esercizio del diritto di critica, attività non proprio salutari in Basilicata giacché spesso le inchieste giornalistiche che accertano reati e violazioni producono procedimenti penali, perquisizioni e intercettazioni a carico dei giornalisti medesimi, gravissima forma di intimidazione dell'informazione tranquillamente inquadrabile nella “metodo mafioso” ex Art. 7 D.L. 152/91?

Per ascoltare la registrazione di tutta la conferenza stampa, si può utilizzare il seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=FHg6lz6bga0