mercoledì 15 aprile 2015

La strada senza ombrello

La strada senza ombrello
E' appena conclusa la discussione in un processo del Tribunale di...... e fra poche ore ne conosceremo la sentenza.
L'udienza era pubblica e quindi ciò che è accaduto si può (e si deve) conoscere ed è importante che si conosca prima della formulazione della sentenza; cosicché non si possa dire che chi scrive lo fa per infierire su alcuni o per dolersi di altri.
Raffaele Cantone - Commissario autorità anticorruzione

I fatti.
Il PM di udienza ha spiegato che la Procura, per questa indagine, aveva chiesto l'archiviazione, mentre il Giudice delle Indagini Preliminari aveva disposto la formulazione coatta delle imputazioni ritenendo che il vaglio del Tribunale fosse opportuno.
Decisione non condivisa dal PM che anche oggi, in udienza, ha ribadito il suo convincimento. Poi, per circa due ore, il PM ha raccontato dei giudizi personali che aveva sull'avvocato di parte civile e sulla improprietà della querela da questi presentata e del luogo di presentazione (a dire del PM, sbagliato). Infine, con dovizia di particolari, ha spiegato al Tribunale che nessuno degli imputati era responsabile di alcunché, chiedendone l'assoluzione. Abbiamo appreso che realizzare una strada con uno “stabilizzato” di 15 centimetri invece che di trenta non è reato, poiché l'impresa appaltatrice si è fatta pagare solo i 15 centimetri effettivamente messi in opera.
Abbiamo appreso che quella strada, completamente crollata (in massima parte durante una delle udienze del processo, sic!), era destinata a crollare e non già perché lo stabilizzato era la metà del previsto, bensì perché non dotata di coperture quindi soggetta alle intemperie. Addirittura, realizzata in una zona soggetta a frane (forse per questo era previsto uno “stabilizzato” di 30 centimetri?). Sarebbe utile che qualcuno chiedesse al PM quali sono le strade dotate di copertura, giacché chi scrive non ne conosce.
Abbiamo appreso che i funzionari della commissione aggiudicatrice, dopo l'aggiudicazione provvisoria, avevano riaperto la gara chiedendo chiarimenti alla ditta vincitrice per poi assegnare l'appalto ad altra azienda (quella dei 15 centimetri al posto dei 30), hanno agito nell'interesse pubblico. Infatti hanno evitato che un consistente finanziamento europeo venisse restituito alle casse d'Europa perché non impiegato. Fortunatamente, l'hanno buttato in una strada franata e questo, all'interesse pubblico, giova alquanto.
Abbiamo appreso che il capo di imputazione, scritto dal PM oggi in udienza, contiene riferimenti a norme errate che la Procura non ha inteso emendare nonostante ciò fosse segnalato formalmente.
Ha detto uno degli avvocati che delle eventuali contestazioni non presenti nel capo di imputazione parzialmente formulato dalla Procura, non possono essere oggetto di giudizio e tantomeno di condanna.
Infine, il PM, nella sua requisitoria, ha più volte citato le tesi difensive di uno degli avvocati degli imputati dicendo testualmente: "ma questo ve lo spiegherà meglio l'avvocato...". Proprio come fanno gli avvocati tra loro, quando appartengono al medesimo collegio di difesa.
Altro non è opportuno aggiungere oggi ma, dopo la sentenza sarà utile ascoltare la requisitoria del PM per farsi un'idea di come funziona l'amministrazione della Giustizia nell'Italia del 15 aprile 2015.
Della strada costata complessivamente diversi milioni di euro non c'è più nessuna traccia!

Viva l'Italia