venerdì 27 marzo 2015

Buccico si racconta: Tratta i magistrati come compagni d'asilo, ma solo quelli che glielo permettono

Il 16 gennaio 2007, l'allora senatore Emilio Nicola Buccico si recò in Procura a Potenza dove incontrò il Procuratore Capo, Giuseppe Galante ed un sostituto procuratore Claudia De Luca.
Emilio Nicola Buccico: "Ciao Peppì"

Motivo dichiarato della visita era discutere il caso di una sua cliente con la D.ssa Claudia De Luca. Capita che un avvocato vada a discutere con il PM dei procedimenti penali e dei processi in cui svolge il ruolo di difensore di una delle parti. All'avvocato Buccico, in quel periodo, capitò almeno due volte a strettissimo giro. La d.ssa De Luca, quella mattina, registrò quella conversazione e consegnò l'audio al PM Luigi de Magistris che, all'epoca era titolare dell'inchiesta “Toghe Lucane” in cui Buccico e Galante erano indagati per il reato di corruzione in atti giudiziari.
Giuseppe Galante: "Ciao Nicolì"

Poi l'inchiesta venne illecitamente tolta a Luigi de Magistris (gli autori di quell'illecito, NON TUTTI, sono oggi sotto processo a Salerno) e condotta ad una dubbia archiviazione tant'è che, parzialmente riaperta, oggi è processo a Catanzaro.
I vertici della Procura Generale ed Ordinaria di Catanzaro (dell'epoca) sono oggi sotto processo a Salerno, mentre i vertici della Procura Generale e parte significativa degli operatori di Polizia Giudiziaria del Distretto Giudiziario di Basilicata (dell'epoca) sono oggi sotto Processo a Catanzaro.

Sono questi i danni prodotti dal giornalista di cui il Procuratore Galante si duole nel colloquio registrato?

Le posizioni di Buccico e Galante sono, comunque, archiviate e questo ci consente di guardare a queste vicende con maggiore serenità.

Il colloquio che si svolse quel 16 gennaio è un documento eccezionale, uno spaccato del modo si fare e di raccontare di Buccico che, a distanza di 8 anni, può essere confrontato con la verità storica e giuridica, entrambe molto diverse da quello che l'avvocato racconta a Peppì e Claudia De Luca.
Possiamo farci un'idea della personalità di Nicola Buccico ascoltando la sua viva voce: magistrale la pausa nell'eloquio subito prima di pronunciare il nome di Salvatore Murone.
Si percepisce tutta l'attesa che suscita nell'interlocutore, Peppì, e che trasmette a noi stessi mentre ascoltiamo l'incipit: “c'è un aggiunto bravo” e subito dopo una pausa opportuna per creare suspense (si scrive così, ho controllato sul dizionario Treccani, ndr), con tono diverso e liberatorio: "Salvatore Murone".

È Buccico stesso che si racconta a noi.

L'avvocato Buccico si rivolge al (allora) Procuratore Capo, Giuseppe Galante, nel suo ufficio al Tribunale di Potenza di fronte al sostituto procuratore Claudia De Luca, chiamandolo con un diminutivo: “Peppì”. Questi gli risponde affettuosamente: “Nicolì”. In una sede istituzionale, persone che rivestono ruoli contrapposti nel processo, si relazionano mostrando estrema confidenzialità e parlano violando il segreto istruttorio di un'inchiesta delicatissima. Loro, che la Legge la conoscono bene!

L'avvocato Buccico dichiara di aver sollecitato diversi personaggi a proporre querela contro un giornalista. Il Procuratore Galante, infastidito dallo stesso giornalista, dice di aver sollecitato la Procura di Catanzaro affinché venga fermato perché “ha prodotto danni ed ora bisogna fermarlo”.

Quali sono i danni prodotti dal giornalista? Quanti hanno raccolto gli inviti di Buccico a querelare? Cosa ne è stato di quelle querele?

Galante e De Luca, durante il colloquio non sembrano mettere in dubbio la mole di informazioni che Buccico sciorina in rapida successione, raccontando di colloqui con magistrati, di articoli, di magistrati mai indagati e mai sottoposti a procedimenti disciplinari.

Quello che Buccico racconta durante il colloquio corrisponde alla verità?

Galante, procuratore capo a Potenza, apprende dagli articoli che commenta nel colloquio, ipotesi di gravissimi reati in capo a Filippo Bubbico. Afferma con chiarezza che gli articoli riportano fatti "pesantissimi" e quali conclusioni ne trae? Lui che, appresa la notizia di una reato procedibile d'ufficio avrebbe dovuto, appunto, procedere? Invoca il presunto reo, dicendo che si deve difendere e si premura di querelare sette, otto, dieci volte il giornalista!

Tutte queste domande, oggi, hanno risposta incontrovertibile e imbarazzante.
E noi, questo imbarazzo, lo faremo emergere in tutta la sua ingombrante e insopportabile evidenza.
Cominciamo proponendovi il colloquio in forma facilmente fruibile, in video. Seguirà, fotogramma dopo fotogramma, l'elenco delle bugie che Buccico propina ai malcapitati Galante e De Luca, sapendo di mentire.



E' un dato oggettivo: tutti i magistrati che hanno prestato fede al nostro avvocato in questa trista vicenda, hanno scoperto (a loro spese) che inventare un reato impossibile non è il modo migliore per dimostrare di essere idonei ad indossare la toga; così come di favoreggiamento si può anche finire sotto processo!
Buona Visione
Filippo de Lubac