venerdì 4 settembre 2009

Viva Jannelli, viva il TAR del Lazio, viva l'Italia

La decisione del CSM che impediva al Dr. Enzo Jannelli (ex proc. gen. a Catanzaro) di occupare scranni presso la Suprema Corte di Cassazione "non si rivela assistita da adeguata motivazione e non è immune da censure". A scriverlo è stato il TAR del Lazio in una recentissima sentenza. Jannelli era stato fra i protagnisti di una pagina nerissima dell'amministrazione della giustizia in Italia, quella passata ormai alla storia "mediatica" come "guerra tra procure" (Salerno e Catanzaro). Che la Procura di Catanzaro, sotto la diretta responsanilità di Enzo Jannelli, abbia potuto sequestrare le evidenze (presuntivamente) probatorie dei reati ipotizzati in capo a numerosi magistrati catanzaresi tra cui lo stesso Jannelli, costituisce un unicum che nessun TAR, nessuna Cassazione e nessun CSM riusciranno mai a spiegare. Cos'altro deve fare un magistrato per non meritare avanzamenti di carriera? In altri paesi e fors'anche in un'Italia ligia alla Costituzione Repubblicana, Jannelli e molti altri colleghi suoi degni compari sarebbero stati sospesi dalle funzioni e dallo stipendio. Nel marasma italiano di oggi, gli spianano la strada verso i vertici del sistema giudiziario. Complimeti, signori del TAR. Complimenti signor Ministro Alfano. Complimenti Dr. Jannelli. Complimenti On. Pres. Giorgio Napolitano. Ed un complimento particolare all'Associazione Nazionale Magistrati. Chi con il silenzio e chi con l'azione, tutti concorrono allo stato di sfiducia verso la Giustizia Italiana che, come ben sappiamo, viene amministrata "in nome del Popolo Italiano". Ma, come appare evidente, non nell'interesse del Popolo medesimo. (di Nicola Piccenna)