mercoledì 11 febbraio 2009

Scandaloso CSM: le motivazioni del Riesame di Salerno lo smentiscono clamorosamente

Lo sapevamo già, ma la verità prima che essere scritta su un giornale è opportuno che sia vidimata in carta bollata. Così è stato, anzi, era stato. Poiché è dal 9 gennaio 2009 che il Tribunale del Riesame di Salerno aveva respinto le istanze che chiedevano l’annullamento del decreto di perquisizione e sequestro emesso dai Sostituti Procuratori di Salerno, Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, con l’avallo del loro Procuratore Capo, Luigi Apicella. Per quelle perquisizioni e quei sequestri, i primi due sono stati trasferiti ad altra sede ed altre funzioni. Il terzo, Dr. Luigi Apicella è stato radiato dalla magistratura. Perché? Lo spiegano i consiglieri del CSM in una lunga e articolata ordinanza.
Il “bello” è che le motivazioni su cui si basa la gravissima decisione del CSM vengono sistematicamente smentite dalle argomentazioni del Tribunale del Riesame
In pratica quello che scrive il CSM sarebbe totalmente smentito e (persino) privato di dignità giuridica dal Tribunale del Riesame. Allora ritorna il terribile dubbio: cosa avevano toccato i magistrati salernitani da meritare una così grave e repentina punizione? Alla domanda nessuno si è sentito di rispondere facendo nomi e cognomi, nemmeno le vittime di questo folle degrado della dignità istituzionale. In verità, bisogna comunque dire, che il provvedimento di perquisizione e sequestro che si trova all’origine di tutta questa intricata vicenda è zeppo di nomi, cognomi, ruoli e funzioni dei personaggi eccellenti che, a vario titolo, hanno ruoli che sarebbe inveritiero definire da educande. Basta leggerlo (www.ilresto.info/11.html 2.12.2008) per capire: 1) che non era affatto abnorme ed è assolutamente facile da comprendere anche per i comuni mortali; 2) chi erano i colletti bianchi per cui gli obblighi e le statuizioni costituzionali sono un opzional; 3) qual era l’urgenza di azzerare l’inchiesta e salvare le nefandezze di un sistema giudiziario a credibilità zero. È istituzionale la questione da porre, purché le istituzioni vengano lasciate libere da quanti le occupano indegnamente. Il Presidente della Repubblica non ha ritenuto esistessero i requisiti dell’urgenza per firmare il decreto governativo “salva Eluana”, viceversa aveva ritenuto che esistessero quegli stessi criteri per firmare il “lodo Alfano” che però lo riguardava direttamente (non avrebbe dovuto astenersi da sottoscrivere un provvedimento di cui era personalmente beneficiario?). In entrambi i casi vi sono state vittime (morta Eluana, morta la Costituzione). Vedremo se riterrà urgente intervenire in materia di giustizia disciplinare, essendo il Presidente del CSM, per rimediare al grave vulnus causato dalla ingiusta sanzione ai Dottori Apicella, Nuzzi e Verasani. Gli atti li potrà leggere su internet, evitando di fare richieste in giro.
Filippo De Lubac