lunedì 20 ottobre 2008

Luigi De Magistris ed i magistrati (del Sud) distratti

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"Sono dell'idea che se la magistratura avesse remato tutta da una stessa parte e se la legalità, alla quale ogni magistrato si dovrebbe attenere, rappresentasse un patrimonio vero di tutta la magistratura calabrese, non staremmo qui a discutere come mai in 10 anni non è cambiato proprio nulla".
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"Senza una parte della magistratura collusa la criminalità organizzata sarebbe stata sconfitta. E il collante in questo sistema sono i poteri occulti che gestiscono le istituzioni. Io stavo indagando su questo fronte e ritengo che uno dei motivi principali del fatto che io sia stato allontanato dalla Calabria risiede proprio in questi fatti".
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"Quello che è accaduto è molto grave. E' un messaggio negativo nei confronti di un territorio che doveva ricevere altri messaggi. Il Consiglio superiore della magistratura avrebbe dovuto dare un segnale positivo alla Calabria…"
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A queste gravissime affermazioni, pronunciate con la solita pacatezza dal Dr. Luigi De Magistris, pochi sono stati gli echi mediatici e zero quelli istituzionali. Solo qualche magistrato ha abbozzato timide osservazioni, del tipo “faccia i nomi”.
Ora per opportuna conoscenza del distratto magistrato, ma anche per opportuna conoscenza del Consiglio Superiore della Magistratura, del Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano, del Ministro della Giustizia On. Angelino Alfano e di quanti per dovere, lavoro o senso civico si occupano (ancora) della credibilità delle istituzioni, per tutti costoro, sarebbe opportuno (ed utile) sapere che il Dr. De Magistris, ha depositato l’atto di conclusione delle indagini relative al procedimento “Toghe Lucane” (l’unico procedimento che non gli è stato sottratto con mezzi più o meno leciti). Ebbene, carissimo Dr. Macrì (nome attribuito ad un immaginario magistrato della Procura Antimafia di Marte, così gli evitare lo straccio delle vesti e le querele a difesa dell'onorabilità presunta), sappia che nelle centinaia di migliaia di pagine depositate ci sono nomi, cognomi, date di nascita, indirizzi e persino i numeri di cellulare dei magistrati sospettati di gravi reati (fra cui l’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari). Ci sono le conversazioni in cui magistrati della Procura Generale di Potenza pianificavano le false testimonianze e/o la ritrattazione delle dichiarazioni rese da ufficiali dei Carabinieri al Procuratore Capo. Ci sono le intercettazioni in cui membri dell’Ufficio Ispettivo del Ministero della Giustizia, dirigenti dell’Ufficio Magistrati dello stesso Ministero e alti magistrati della Procura Generale di Potenza si accordavano su come “gestire” le ispezioni, le relazioni e persino le “grane” causate da improvvidi magistrati inquirenti.
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Di quali altri nomi avverte il bisogno il Dr. Macrì?
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E di quali altre evidenze ha bisogno il CSM?
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E cosa aspetta S.E. il Presidente della Repubblica a far sentire la sua voce?
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Ma c’è ancora di più, al peggio non c’è mai fine. Forse sarà sfuggito ai più, che il Dr. De Magistris ha dichiarato di aver formulato direttamente ai magistrati competenti (leggi Procura di Salerno) precise denunce e formali dichiarazioni. Se proprio si vogliono conoscere nomi, cognomi e reati (ipotizzati), bisognerà aspettare che cessino le indagini preliminari. E, visto che la competenza ex art. 11 è individuata nella Procura di Salerno, evidentemente leggeremo di magistrati calabresi. Sempre che non si decida per l’archiviazione, ovviamente. Resta solo da chiedersi quanto tempo ancora bisognerà aspettare, visto che i supposti reati dovrebbero riguardare magistrati che continuano a svolgere la propria attività nelle sedi dove si suppone abbiano commesso i reati stessi.
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Ma la Legge non impone di interrompere i reati in atto ed impedire che si ripetano e aggravino? O si tratta di altri messaggi lanciati al Sud, tra i denti?
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p.s. Intanto la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che la sentenza del Riesame che ha confermato il provvedimento di sequestro del Cantiere Marinagri, redatto dal Dr. De Magistris, è esaustiva, logica e non contraddittoria. Strano per un cattivo magistrato che produce atti abnormi. Il CSM si vergogni! Sarebbe ora che un minimo di dignità e rispetto per le varie toghe che ciascuno indossa emergesse, un utile messaggio per il Sud dell'Italia.