mercoledì 23 dicembre 2009

Marinagri: la sentenza di assoluzione è viziata da "nullità relativa"?

Assolti 4 dei 34 indagati, ma è tutto da rifare!
Se n'è parlato molto in Basilicata e pochissimo in Italia. Nulla ha detto Luigi de Magistris che sa più di tutti (forse). Ci riferiamo alla conclusione cui è giunto il GUP di Catanzaro su uno dei rivoli dell'inchiesta Toghe Lucane. Quello che direttamente chiamava in Tribunale Vincenzo e Marco Vitale, Nicolino Lopatriello e Felice Vicenconte. Sono stati assolti in un'udienza insolita in cui il Pubblico Ministero Alberto Cianfarini, smentendo la posizione della Procura della Repubblica che rappresentava, ha chiesto l'assoluzione per tutti gli imputati ed il Presidente dell'Ufficio del Giudice per le Indagini e l'Udienza Preliminare, Gabriella Reillo, l'ha concessa: Nel Nome del Popolo Italiano, così è scritto. Una situazione talmente paradossale che lo stesso imputato Lopatriello ha commentato col suo avvocato: “è una comica”. Se lo dice lui!


Il puzzle del PM Vincenzo Capomolla
Il Procedimento Penale recava il numero 2488, era stato ricavato (per stralcio) dal 3750 (Toghe Lucane) ed inserito nel 2888 (sempre stralciato dal 3750) insieme con altri stralci, riunioni e separazioni. È il lavoro svolto dal Dr. Vincenzo Capomolla che fra tutte queste operazioni non sembra raccapezzarsi più. Infatti per (quel che resta) del procedimento 3750/03 manda avvisi plurimi con descrizioni diverse: il caos. Il 1° luglio 2009 lo identifica come “Chieco + altri”; il 26 agosto 2009 diventa “Granese + altri”; il 24 novembre 2009 (sino a tutt'oggi) è “Tufano + altri”. Col cambiare delle sintetiche indicazioni degli imputati, Capomolla cambia anche la sostanza delle parti offese. Il procedimento in cui Vitale, Viceconte e Lopatriello sono andati assolti oggi non si chiama più così, il numero è cambiato in corso d'opera tanto che gli atti nel fascicolo del Gup che li ha assolti recano ancora stampato “in epigrafe” il numero 2488. La modifica è stata eseguita con penna a biro blu: quando? Le “persone offese” nel procedimento 2488 hanno ricevuto la comunicazione della fissazione dell'udienza preliminare? La Suprema Corte di Cassazione e le indicazioni guida del CSM sono chiarissime. Le prime fanno giurisprudenza: il mancato avviso alle persone offese viola il diritto alla difesa impedendo il contraddittorio. La chiamano “nullità relativa”, nel senso che per diventare effettiva occorre che le “parti offese” ricorrano in Cassazione. Questo, dice la Suprema Corte di Cassazione. Ed i signori politici, i signori magistrati, i signori parlamentari europei, i signori procuratori di Matera, i signori Sostituti Procuratori di Salerno cosa dicono? Nulla, come se costruire un intero villaggio turistico nella foce di un fiume fosse la cosa più naturale del mondo. Come se escludere dal contraddittorio le uniche voci non condizionabili fosse la quintessenza del diritto. Altro che “l'ennesimo flop di Luigi de Magistris”, l'inchiesta Toghe Lucane è ancora tutta lì da giudicare. Il vero flop è dell'amministrazione della giustizia che lascia il PM Vincenzo Capomolla che ha smontato un puzzle di duecentomila pagine in una stanza della Procura di Catanzaro e non sa da che parte iniziare per rimontarlo. Vedremo quando fisseranno l'udienza per discutere le opposizioni alla maxi archiviazione richiesta dall'ineffabile PM crotonese. Sempre che non faccia capolino qualche magistrato di Salerno, che ne avrebbe ben donde. (Filippo de Lubac)