martedì 27 gennaio 2009

Il re è nudo, e pure i suoi cortigiani lo sono

La tecnica che aveva funzionato sempre, quasi perfetta, l’ha tradito. Lui ed i suoi improbabili emuli, lui ed i suoi interessati estimatori, lui ed i suoi bisognosi questuanti, lui ed i suoi codardi valvassori, lui ed i suoi finti oppositori; tutti traditi proprio dal circo mediatico. Era iniziata come al solito. Una campagna preparatoria, così tanto per fiutare l’aria; qualche frase gettata qua e là; qualche piccola censura di concetti e l'ostracismo verso alcuni inviati delle testate giornalistiche importanti. E poi il siluro: “Il più grande scandalo della storia repubblicana”. Frase ripresa, amplificata, duplicata con cui ci hanno triturato le tempie ed anche più giù. Sembrava fatta, solo i piccoli, solo la rete raccontava un’altra storia, che fosse la verità era un dettaglio insignificante. Già, quel concetto astratto e ormai astruso cui alcuni continuano a prestare servizio: la verità. Non necessariamente coincidente con quelle cose che dicono in televisione o che scrivono i giornali. Ma un vizio desueto di leggere i documenti, parlare con gli interessati e farsi un’idea. Un difetto ormai raro che i potenti mezzi d’informazione mass-mediatica hanno corretto quasi del tutto. Quasi, cavaliere, quasi. Così, oltre alla pletora di giornalisti tignosi e poveri, motivo per disprezzarli doppiamente, spunta fuori uno dei colossi mondiali dell’informazione e, per un’intera giornata sul canale Sky Tg 24, trasmette l’intervista al Dr. Gioacchino Genchi, perito delle Procure di mezz’Italia e forse anche più. E lui, pacioso ma fermo, abbraccevole ma lucidissimo, spiega. Spiega che non lavora in un bunker, diversamente da come ha scritto un noto giornalista recentemente balzato alla nostra attenzione più per la faziosità che per la professione. Racconta che non ha un ufficio di 500 metri quadri ma solo di 100. Ben Altra dimensione da quella raccontata da altro professionista dell’informazione poco avvezzo alle cose materiali, almeno in materia di metri quadri. Afferma di non aver mai svolto una sola intercettazione, cosa alquanto dissimile dalle centinaia di migliaia annunciate da non si sa più quanti politici, giornalisti ed e entreneuse integrati ed incastrati nel circuito mediatico. Infine, il tranquillo Genchi, spiega chi potrebbe aver avuto interesse a seminare questo mare di falsità. E il colosso di Murdoch ripete, ripete per un’intera giornata. Così accade che poco alla volta i teleutenti distratti e gaudenti, quelli dei serial e quelli dei quiz, quelli dei reality e quelli delle repliche, cadono nella trappola o forse ne escono! Basta pigiare il tasto sbagliato sul telecomando ed il rubicondo faccione di Genchi cattura l’attenzione per quel tanto che basta. Pochi secondi e si capisce subito che la cosa è seria. Una sequela di ragionamenti, di dati, persino d’immagini. L’uomo capisce molto più velocemente ciò che è materiale, di cui ha visibilità. Così in alcuni milioni hanno visto ed hanno capito. Troppo tardi signor Silvio, troppo tardi signor Mancino, signor Esposito, signor Bergamo, Signor Palamara, signor CSM. Questa volta la bufala vi è scoppiata tra le mani ed il più grave scandalo della Repubblica è effettivamente venuto allo scoperto per quel che è: un colpo di Stato che ha soggiogato la magistratura. Senza spargimento di sangue, certo ma non per questo meno violento. Trasferire magistrati senza fondato motivo, al solo scopo di toglierli via da indagini imbarazzanti, è lo scandalo più grave della storia d’Italia. Peggio ancora che condizionare i processi, peggio ancora che insabbiare le indagini. È una rapina a mano armata, in pieno giorno ed a volto scoperto. Anzi, eseguita da banditi completamente ignudi. Questo è, questa è l’immagine sotto gli occhi di tutti gli italiani. Inutile a patetico il necrologio con cui l’Associazione Nazionale Magistrati ha “denunciato” la gravità e gli abusi commessi nei confronti del Dr. Luigi de Magistris. Denunciano oggi quello cui plaudivano qualche mese fa e si compiacciono delle decisioni indecorose assunte dieci giorni fa, che magari denunceranno come inique fra un anno. Sepolcri imbiancati, disse qualcuno, servi sciocchi di un potere scellerato che ha rinunciato ad ogni precauzione pur di affrettare la completa sottomissione della magistratura. Ma, dicevamo, hanno fatto male i conti. Il re è nudo e tale l’abbiamo visto tutti. Grazie Murdoch!
Filippo De Lubac