venerdì 12 settembre 2008

BUCCICO ANNUNCIA LA SUA DIFESA IN UNA CONFERENZA STAMPA

Pochi i commenti degli indagati nel procedimento “Toghe Lucane”, si ha la sensazione che abbiano di che riflettere e, opportunamente, come ha dichiarato il Sen. Filippo Bubbico, eserciteranno i sacrosanti diritti di difesa nelle aule dei Tribunali.
Qualche sorpresa l’ha suscitata l’annunciata conferenza stampa (data da destinarsi) di uno degli indagati più noti, l’Avv. Emilio Nicola Buccico. Perché colui che più di tutti ha tuonato contro i processi mediatici adesso vuole chiarire la sua “posizione” in una conferenza stampa? Ma non vogliamo assolutamente scoraggiarlo, ci mancherebbe, l’informazione non si discute e con essa la libertà di pensiero e di parola. Magari, l’avvocato, riuscirà a chiarire qualcuno dei fatti che gli vengono attribuiti come ipotesi di reato. Tutti è impossibile anche se parlerà senza il contraddittorio dell’accusa a gente che, verosimilmente, le accuse nemmeno le conosce. E non certo per limitare la presunzione d’innocenza del signor Sindaco di Matera, semplicemente perché occorrerebbe una maratona stampa di alcune settimane, tali e tante sono le contestazioni che gli vengono mosse. Proviamo a leggerne alcune, almeno su queste la conferenza stampa sarà ad “armi” pari.

Capo d’accusa riportato nell’atto di chiusura della indagini preliminari di “Toghe Lucane” alla lettera “u”:

del delitto p. e p. dagli artt. 81 cpv., 110, 319, 319 ter e 321 cod. pen. perché, con più condotte esecutive di un medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro, TUFANO quale Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Potenza, GENOVESE quale Sostituto Procuratore della Repubblica di Potenza addetta alla Direzione Distrettuale Antimafia, BUCCICO quale Avvocato del Foro di Matera e componente del Consiglio Superiore della Magistratura, il LABRIOLA quale Avvocato del Foro di Matera e Presidente del locale Consiglio dell'Ordine. quale realizzazione del programma criminoso delineato ai capi a) ed anche b) per il TUFANO e la GENOVESE, e con le condotte descritte ai capi citati, al fine di favorire il LABRIOLA e lo stesso BUCCICO del quale il primo è strettissimo collaboratore professionale e di partito, nonché al fine di danneggiare l'allora Sindaco di Scanzano Jonico Mario ALTIERI il quale frapponeva legittimi ostacoli alla realizzazione illecita del villaggio turistico cd. MARINAGRI, per aver omesso un atto d'ufficio consistito nell'iscrizione nel registro degli indagati dello stesso LABRIOLA e del cancelliere LONIGRO (con i quali il PM titolare dr.ssa GENOVESE intratteneva rapporti anche nell'imminenza dell'esecuzione dell'ordinanza custodiale nei confronti dell'ALTIERI), ricevevano il TUFANO la “copertura” da parte del BUCCICO per garantirgli, unitamente ad altri magistrati, impunità nel settore disciplinare e paradisciplinare; la GENOVESE, la nomina a consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, poi revocata in seguito all'esecuzione del decreto di perquisizione nei suoi confronti da parte della Procura della Repubblica di Catanzaro, il BUCCICO che quale controprestazione illecita del suo operato presso il CSM ed altri organismi di rilievo costituzionale (che utilizzava anche per consumare le sue condotte delittuose, ed in primis quelle corruttive) otteneva dal CANNIZZARO il ricovero di pazienti da lui segnalati. Con riferimento all'inerzia del dr. TUFANO nei confronti della sodale dr.ssa GENOVESE, riferiva il dr. IANNUZZI (Gip all'epoca dei fatti, oggi Giudice di Corte d'Appello): “Né risulta essere stata mai esperita alcuna indagine ed intrapresa qualsivoglia iniziativa volta a chiarire i motivi della mancata iscrizione dell'avv. LABRIOLA, presidente del consiglio dell'Ordine degli avvocati di Matera e segretario provinciale di Matera di AN, nel registro degli indagati in relazione al procedimento, assegnato alla dr.ssa GENOVESE avente ad oggetto i brogli elettorali commessi nel Comune di Scanzano Jonico, essendo stata adombrata l'ipotesi che la tale mancata iscrizione sia sollevata alla proposta di nomina della dr.ssa GENOVESE, quale consulente della Commissione Antimafia, da parte del sen. Emilio BUCCICO, senatore eletto nelle liste di AN in Basilicata, presso il cui studio l'avv. LABRIOLA ha collaborato per molti anni”.
p.s.
Rinnoviamo l'invito a sottoscrivere la petizione per il trasferimento immediato delle Toghe Indegne: www.firmiamo.it/togheindegne