giovedì 18 settembre 2008

L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PROCURATORE GIUSEPPE CHIECO

La conferenza stampa è affollata di giornalisti e fotoreporter. Qualche minuto di ritardo sull’orario stabilito ma, fra giornalisti, non c’è attimo di tempo che passi inutilizzato. Frenetico confabulare di questo e di quello, aggiornamenti e piccole rivelazioni fra colleghi poco o niente gelosi sulle questioni essenziali. Era iniziata così una tranquilla giornata da cronista, un po’ particolare per noi de “Il Resto” perché il giovedì coincide con la “chiusura” del settimanale e tutto diventa affrettato. Ma gli arresti di undici persone legate a diverso titolo al Consorzio “La Felandina” di Bernalda (Mt) e le notizie centellinate sulla vicenda, rendevano indispensabile la presenza. All’arrivo del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Matera, Dr. Giuseppe Chieco, la sorpresa; dopo una breve occhiata ai giornalisti presenti la frase lapidaria: “io, in presenza di certe persone, non parlo”. E subito un rapido dietrofront. Poiché l’indirizzo dello sguardo del Dr. Chieco sembrava chiaro, mi sono alzato e l’ho raggiunto subito vicino la sala della conferenza: “Scusi, Dr. Chieco, potrebbe essere più preciso? A quale persona si riferiva?”. Secca risposta: “a Lei, (la maiuscola non si evince dal tono della voce, né dalla registrazione della conversazione. È introdotta dal redattore per questioni di stile!, ndr), proprio a Lei. Ho guardato verso di Lei e mi riferivo a Lei”. Bene, Dr. Chieco, l’importante è esser chiari. Poi, bontà sua, il Signor Procuratore ha accennato verso la D.ssa Rosanna Defraia, indicata fra i partecipanti alla conferenza stampa: “Rosanna, delego a Te la rappresentanza della Procura”. Bene. A questo punto tutti i giornalisti sono rientrati nella sala della conferenza stampa, mentre all’esterno restavano buona parte degli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, il Colonnello Luongo ed il Maggiore Simeone. Dopo un tempo che sarà durato 15 o 20 minuti ma che a molti è parso di qualche ora, ecco arrivare i due alti ufficiali a sostenere da soli la conferenza stampa. Non una parola, nemmeno per dovere di ospitalità, sull’assenza della D.ssa Defraia che faceva venir meno del tutto la presenza della Procura di Matera. La conferenza è iniziata in un silenzio totale, interrotta solo (verso il termine) dalle ovvie domande dei giornalisti. Alla domanda più significativa per le conseguenze umane e personali legate all’inchiesta (“qual è il motivo che ha fatto scattare l’esigenza della custodia cautelare per 11 persone”?), laconica e prevedibile la risposta del Colonnello Luongo: “Questo dovete chiederlo alla Procura”. Benissimo. Nessuno dei colleghi ha inteso chiedere alcunché sull’inusitato comportamento del Signor Procuratore Capo. Il buon Piccenna, al termine, ha chiesto dei motivi che avevano indotto anche la D.ssa Defraia a sottrarsi alla conferenza. Anche in questo caso, il Colonnello Luongo ha “declinato” la domanda, dicendo che andava indirizzata alla d.ssa Rosanna Defraia e precisando che “è la prima volta che Lei (Piccenna, ndr) partecipa ad una mia conferenza stampa”. Non ho risposto per non innescare ulteriori polemiche, ma è la prima conferenza stampa presso la Guardia di Finanza a cui sono stato invitato (via e-mail!). Spero ce ne siano altre. Come sia possibile che il Procuratore Capo della Repubblica di Matera, Dr. Giuseppe Chieco, continui a condizionare l’operato dell’Ufficio da lui diretto facendo in modo che anche i suoi sottoposti (Defraia) si sottraggano a doveri istituzionali e persino di cortesia verso i giornalisti ed il Comando della GdF (ospitante); come sia possibile che, nonostante i quintali (nel senso di centinaia di chili) di documenti che ne ipotizzano e documentano (secondo quanto riportato negli atti ufficiali dell’inchiesta “Toghe Lucane”) la corruzione, continui a sovrintendere all’operato di un’intera Procura; come è possibile che scoperto in affari (acquisto villa, ndr) con un pluri-indagato dalla Procura di Matera continui a gratificare della sua presenza e del suo operato di vigilanza i sostituti che seguono le indagini; come è possibile che, accusato dalle dichiarazioni rese alla Procura di Catanzaro da un sostituto procuratore di Matera di aver tentato di condizionare una importante indagine a favore di suoi amici personali, nessuno abbia avuto il pudore di sospenderlo, trasferirlo o consigliargli un periodo di riposo lontano dall’ufficio; e potremmo continuare a lungo. Direbbe il Colonnello Luongo, giustamente, queste domande dovete porle al Dr. Chieco. No, Colonnello, questa volta sbaglia. Queste domande dobbiamo porle al Ministro della Giustizia, al Consiglio Superiore della Magistratura, al Presidente della Repubblica (che è anche Presidente del CSM), al Procuratore Generale presso la Suprema Corte e via via scendendo (nel ruolo istituzionale, non certo nell’importanza) sino ai politici lucani, agli avvocati lucani, ai cittadini lucani, ai colonnelli lucani ed ai giornalisti lucani. Sarebbe ora che a rispondere non fossero solo alcuni, sempre i soliti schierati in prima linea. E poi, mi domando, cosa avete da temere? Avete ben visto che, a battere in ritirata, non è certo la parte “più debole” secondo le categorie dei pantofolai comodamente accucciati sotto la mensa dei potenti. Avete ben visto che non bastano venti poliziotti ed un anno di intercettazioni telefoniche per “incastrare” i veri giornalisti. Avete ben visto che l’intera e potentissima casta degli intoccabili di Basilicata (e zone limitrofe) è finita, nero su bianco, descritta in tutte le sue pratiche più aberranti. E allora cosa aspettate e parlare liberamente, a chiedere conto, ad essere protagonisti della realtà che vi circonda? Singolare, ma anche emblematico e preoccupante, che i giornalisti della Rai 3 Basilicata, presenti alla conferenza stampa, non abbiano inteso dare notizia (nemmeno un cenno) del gravissimo episodio di cui erano stati diretti testimoni. Cosa è cronaca? Cosa è servizio pubblico? Cosa è giornalismo? A proposito di cronaca. L’inchiesta si chiama “Ghost Vigilance”, che significa vigilanza fantasma. Ha spiegato il Colonnello Luongo che l’ispirazione è venuta da un articolo pubblicato su un giornale locale. Per la cronaca, sempre per la cronaca, si trattava de “Il Resto” del 24 maggio 2008 (http://www.ilresto.info/doc/IlResto2008-05-24.pdf), dedicato proprio al Consorzio La Felandina.
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p.s.
Rinnoviamo l'invito a sottoscrivere la petizione per il trasferimento immediato delle Toghe Indegne con una particolare attenzione per il Dr. Giuseppe Chieco che, negli ultimi mesi, mostra preoccupanti segni di cedimento psicologico: www.firmiamo.it/togheindegne